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Parma-Ascoli, i precedenti: tanti dolori al Tardini, ma due gioie consecutive con Bidaoui e Gondo

Il Picchio ha festeggiato sempre per 0-1 nelle ultime due sfide, prima era arrivato un solo gol e tante difficoltà in casa gialloblù

Storia e blasone, tradizione e palmares: Parma-Ascoli è un match d’altri tempi. Sedici anni in A e ventisette in B per i bianconeri, che nella propria bacheca vantano anche la vittoria della Mitropa Cup e uno storico quarto posto nell’Olimpo del calcio nazionale. Ventotto stagioni tra i più grandi e trentasei tra i cadetti per il Parma, vincitore di tre Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa delle Coppe, due Coppa Uefa e una Supercoppa Uefa.

Eppure le due squadre si sono affrontate appena dieci volte in terra emiliana. Con un bilancio che pende decisamente dalla parte dei gialloblù: sei vittorie dei padroni di casa e due pareggi, l’Ascoli ha festeggiato due volte nella tana dei ducali proprio nelle ultime due sfide. Sempre per 0-1, nel 2020/21 con gol dal sapore playoff di Bidaoui (con Sottil in panchina) e lo scorso anno con pesante rigore trasformato da Gondo in ottica salvezza (con Breda, RIVIVI QUI LA PARTITA).

Successi storici per i marchigiani, considerando che prima il Picchio non aveva mai vinto in trasferta contro il Parma. Anzi: aveva segnato una sola volta nelle otto precedenti sfide. L’unica rete era arrivata nel primo confronto assoluto: Serie C 1971/72, i ducali si imposero 2-1 rimontando il vantaggio iniziale siglato da Pagani. Poco male comunque per l’Ascoli, che a fine stagione festeggiò la prima promozione tra i cadetti (ottenuta aritmeticamente proprio dopo il 4-0 rifilato al Parma al Del Duca nel match di ritorno).

I crociati raggiunsero il Picchio in B due stagioni più tardi: 0-0 e, curioso scherzo del destino, ancora al termine della gara di ritorno contro i ducali fu altra sbornia bianconera per il primo storico approdo in Serie A.

Ma se le prime sfide contro i gialloblù rievocano bei ricordi (pur senza vittorie), da lì in avanti per l’Ascoli il bottino è stato magrissimo. Picchio sconfitto 2-0 già nel match di Coppa Italia 1986/87 (a segno Melli e Bortolazzi per gli emiliani). Risultato bissato anche nella prima sfida in Serie A del 1991/92. L’Ascoli stava terminando i suoi anni d’oro tra i più grandi, il Parma li aveva appena iniziati e si impose grazie alle reti di Melli (ancora) e Minotti.

I bianconeri retrocessero in B, i gialloblù diedero il via alla loro epopea che li portò a trionfare in Italia e in Europa. È così che i due club hanno rincrociato le armi solo nel 2005/06, quando il Picchio ha fatto capolinoper l’ultima volta tra i più grandi: 0-0 al Tardini per l’Ascoli di Giampaolo, la stagione seguente la squadra di Tesser cadde 1-0 (gol dell’ex Budan) in una delle tante sconfitte che fecero precipitare i bianconeri verso la retrocessione.

Il Parma tornò in B nel 2008/09 e la sfida tra i cadetti cambiò nel punteggio ma non nella sostanza: 2-0 per i crociati con reti di Morrone e Paloschi e gialloblù immediatamente promossi tra i più grandi. Dopo quel match, addio per quasi un decennio. Perché i ducali, nel 2014/15, sono passati direttamente dalla Serie A al fallimento in D. Ecco quindi che il confronto si è riacceso solo nel 2017/18: netto 4-0 per gli emiliani, pesante sconfitta per i bianconeri di Maresca e Fiorin, che da lì a poco chiusero la loro avventura sulla panchina del Picchio.

L’Ascoli ha però servito la vendetta due anni fa, con lo 0-1 timbrato Bidaoui, e la scorsa stagione, con stesso punteggio fissato dal rigore di Gondo. Ritorno al gol al Tardini (a distanza di mezzo secolo dall’unica volta) e prime due storiche vittorie. Ora l’impresa è ripetersi contro la capolista: gara proibitiva, ma c’è da risalire la china e vendicare il ko per 1-3 dell’andata al Del Duca (RIVIVI QUI LA SFIDA DELL’ANDATA).

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