Ascoli, l’ex presidente Benigni al Corriere Adriatico: “Il nostro declino iniziò con il calcioscommesse”

"Importante puntare sul Settore Giovanile, Piermarini il Facchetti dell'Ascoli"

Seguo l’ Ascoli, ho notato in partico il giovane difensore Mattia Piermarini che per movenze, fisicità e visione di gioco  somiglia a Giacinto Facchetti, fatte le dovute proporzioni ovviamente, ha anche una buona postura, tutte qualità che per uno del suo ruolo sono determinanti”. Lo ha dichiarato l’ex presidente dell’Ascoli Roberto Benigni al Corriere Adriatico.

“Io sono stato il supervisore del settore giovanile prima di assumere la presidenza dell’Ascoli – ha proseguito Benigni – La prima covata di giovani  (’78- ’79- ’80) portò alla luce i vari Iachini, Scarafoni, Carillo, Agostini, gratificante vederli crescere, successivamente sotto la mia presidenza posso citare Di Tacchio, Orsolini su tutti, ma ce ne sono stati anche altri. I giovani vanno aiutati a crescere. Orsolini ad esempio, se ai miei tempi avessi potuto venderlo anche alla metà della  cifra data dal Bologna alla Juve, avrei sistemato le casse dell’Ascoli e risolto i problemi“.

Il grande rimpianto di Benigni.Non sono potuto arrivate dove volevo. Alla fine di un capitolo ha contribuito  il periodo del calcioscommesse, con due nostri giocatori coinvolti che hanno fatto danni gravissimi, ci hanno rovinato. Io a quel punto non ho potuto fare nulla ed ho abbassato le armi”.

Il  fallimento del club. “Non potevo fare più nulla, non c era più la possibilità di continuare, avevo speso tanto e troppo per l’Ascoli. Il mio errore è stato anche quello di circondarmi di persone  non adeguate che non hanno saputo aiutarmi e  consigliare. Ho vissuto male quel periodo e da solo. La situazione era iniziata a crollare con il calcioscommesse”.

Giampaolo e Pillon. “Il primo lo volli io, me lo avevano consigliato e ci portò in Serie A. Quella promozione fa parte della storia dell’Ascoli e nessuno potrà mai cancellarla. Pillon è stato il tecnico di una squadra favolosa, i Diabolici, che dopo sette anni di C tornò in B. Eravamo tutti uniti, stampa, tifosi, squadra, società. Contro il Catania, gara che vincemmo e ci diede la Serie B, c’erano oltre 20mila persone allo stadio”. 

Redazione

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2 Commenti
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Nomade nel vento
1 anno fa

Almeno questo uomo.è stato pratico e capace e volitivo e ci ha portati dalla c alla b e il.quinto.posto in serie b ma sto pulcinella che gioca con i social come un ragazzino viziato solo aria fritta

Simone Dalle Crode
1 anno fa

Era la Lodigiani…

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