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Ascoli, parla il maestro d’orchestra del Picchio: Marcel Buchel

Il centrocampista punto di forza della squadra

Da regista basso e padrone del centrocampo bianconero, il nuovo Marcel Buchel dirige l’Ascoli come un maestro d’orchestra. Buchel la scorsa stagione giocava maggiormente  in fase di interdizione. Con la nuova impostazione tattica portata dal nuovo tecnico Cristian Bucchi con il baricentro molto più alto, il giocatore del Liechtenstein  può davvero svolgere il suo ruolo ed evidenziare tutte le sue qualità tecniche.

“Mi trovo bene, il mister vuole giocare più palla a terra, d’altra parte, se fai una squadra coi calciatori forti, devi interpretarlo così. Stiamo lavorando anche su altro perché non basta ovviamente il possesso palla per vincere le partite. Mi trovo bene col modulo e su come vuole interpretarlo il tecnico – conferma Marcel -. Penso che in fin dei conti sia importante il modulo ma anche a come la squadra è messa in campo e noi siamo messi bene”.

La sfida del Barbera. “È stata una partita molto bella e importante, giocata a viso aperto; sappiamo che quando siamo uniti possiamo far male a tutti e, quando facciamo quello che sappiamo fare, escono partite come quella di Palermo. Siamo convinti di poter continuare così”. Buchel analizza anche le situazioni da cui sono scaturiti i due gol del Palermo: “Da due partite prendiamo gol su calci piazzati, ma penso che quando l’avversario calcia bene e attacca bene non è facile, nonostante noi fossimo messi meglio di quelli del Palermo in termini di centimetri; erano molto pericolosi sui calci d’angolo. Sicuramente dobbiamo migliorare, ma non è una colpa dei difensori sui corner difendiamo tutti insieme”.

Papà e mamma Buchel al Barbera con tanto di maglietta bianconera indosso: “Mi hanno fatto una sorpresa, ero molto contento, è stata la prima partita che hanno visto perché negli ultimi due anni col Covid non era semplice venire in Italia. Sì, è vero, hanno indossato le maglie dell’Ascoli in mezzo ai tifosi del Palermo. Hanno trascorso una bella serata”. L’affetto per l’ ambiente: “Sto sempre meglio, mi sento a casa, questi colori e questa piazza rispecchiano il mio modo d’essere. E’ un aspetto molto importante: quando sei in una squadra così e in un ambiente nel quale ti senti ben accolto, riesci a dare il massimo. Sono molto contento d’essere qui da tre anni e spero di farne altri”.

Il trio collaudato del centrocampo, Buchel, Collocolo e Caligara. “Conosco a memoria i miei due compagni di reparto,  possiamo migliorare ancora tanto, la mentalità e la voglia di fare sono quelle giuste. Ci sono anche elementi nuovi molto forti, in squadra non ci sono undici titolari, ma sono molti di più, sento che quest’anno la squadra è ancora più forte”.

Il mercato: “Finalmente si chiude il mercato e si può avere una certa tranquillità, che abbiamo già, ma indubbiamente il periodo di mercato aperto non aiuta nessuno. Sono molto contento dei calciatori che sono arrivati, aggiungono qualità, quantità, fisicità, il gruppo è bellissimo, come l’anno scorso, uguale se non meglio. Poi il mister è molto bravo, è uno che guarda molto all’aspetto umano, siamo tutti contenti di giocare qua”. Il prossimo avversario, il Cittadella: “E’ una squadra molto fastidiosa, con giocatori di qualità, che hanno un modo di giocare molto aggressivo, spazi stretti, sanno benissimo cosa fare anche perché, se così non fosse, non potrebbero stare sempre in zona playoff, ad eccezione dell’anno scorso. Rispettiamo gli avversari, ma dobbiamo concentrarci su quello che dobbiamo fare noi in campo. Penso che anche gli avversari potrebbero avere un problema affrontandoci”.

Il campionato di Serie B.“E’ un livello molto alto, se mi guardo indietro, a dieci anni fa, nei miei primi anni di B, non c’era questo equilibrio e così tante squadre forti; magari ce n’erano due o tre che giocavano sempre per vincere, le altre erano staccate. Già da un po’ di stagioni è difficile dire quali saranno le squadre promosse e quelle che retrocederanno. Quest’anno ci sono 9-10 squadre che lottano, è molto bello, è il campionato più bello da seguire perché non sai mai quello che succede”.

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