Ascoli, Tomei: “Si è aperta una possibilità, mancano 4 gare e proveremo ad interpretarle al meglio”

"Contro la Vis un'altra prova d'esame"

Si è aperta questa possibilità e i ragazzi sono stati bravi a potersela giocare, mancano quattro partite, che proveremo ad interpretare al meglio”. Il tecnico dell’Ascoli Tomei ha parlato in conferenza stampa. “Abbiamo sempre cercato il massimo tramite il lavoro, focalizzandoci sul nostro percorso e su quello che stavamo costruendo. Il calcio è diabolico: ad Arezzo 1’ prima del gol potevamo perdere la partita e 1’ dopo l’abbiamo vinta. Nel calcio si può vincere o perdere, quello che conta è come interpreti le cose. Quello che facciamo non è migliore degli altri, non è superiore agli altri, cerchiamo solo di avere la nostra identità e i ragazzi sono focalizzati su questo. Sono contento che abbiano avuto un premio, sta a noi continuare a lavorare, non fare drammi se si perde e non essere iper esaltati se si vice una partita. Essere in questa situazione è molto piacevole, ma non abbiamo fatto nulla, ci siamo dati una speranza ed è già una bella cosa”.

La crescita della squadra: “Fa piacere vedere che i ragazzi quotidianamente crescano come uomini, come calciatori, fisicamente e tecnicamente, hanno entusiasmo. Il loro miglioramento è stato veramente evidente, quindi complimenti a loro, che sono i protagonisti e che meritano le soddisfazioni per il lavoro che svolgono in settimana. Fra i ragazzi si è creata una bella alchimia, si rispettano, chi subentra certifica che abbiamo un gruppo sano: a Rizzo possiamo solo fare i complimenti perché ad Arezzo, in una gara che racchiudeva tutta l’annata, ha giocato un’ottima partita. Anche Corazza, quando subentra, capita che tocchi un pallone e faccia gol”.

Tomei sarà solo in panchina, senza il suo vice Agostinone squalificato: “Mi dispiace per Pino, in queste cose si può incappare, è successo anche a me. Dobbiamo entrambi imparare a non ripetere gli errori, domani si godrà la tribuna, come ho fatto io, e speriamo che non succeda di nuovo”. L’ avversario la VisPesaro:  “LaVisPesaro è una squadra forte, con una sua identità, faremo di tutto perché sappiamo che sarà una partita molto dura. Le giornate sono sempre meno e pesano sempre più, soprattutto quando c’è un testa a testa. I ragazzi sanno cosa si stanno giocando, sanno che possono giocarsi le loro carte. A prescindere da come andrà, avere questa possibilità, che non c’era fino a qualche settimana fa, è una grande traguardo, ma ora pensiamo alla Vis Pesaro perché ogni partita è da giocare. Sarà una sfida durissima, che nasconde insidie, quindi massima umiltà, non bisogna esaltarsi per una partita vinta, seppur importante. Domani sera sarà l’ennesimo esame”.

Il merito d gruppo.”Essere ricordato fa piacere, ci mancherebbe, ma, quando dico che il merito è dei ragazzi, sono sincero. A parte che nella pratica sono loro a svolgere i compiti in campo, ma devo dire che sono stato molto fortunato ad avere un gruppo come questo. Da tanti anni faccio questo lavoro ed è raro che capiti un gruppo così bello, spesso passo del tempo con i ragazzi negli spogliatoi e mi piace scherzare come fossi un calciatore. I ruoli vanno rispettati, ma fra noi c’è una confidenza naturale, questo è un grandissimo gruppo, è giusto che vengano esaltati i ragazzi e che si prendano tutti i meriti. In settimana ho ricordato loro che il calcio è veloce, quindi è giusto prendersi i meriti, ma con la lucidità di non sentirsi ‘troppo’ perché non abbiamo fatto niente, c’è ancora una bella montagna da scalare”.

L’Arezzo giocherà contro la Samb alle ore 14,30 .“Può darsi che la guardi, ma sapere un risultato acquisito può essere un vantaggio o uno svantaggio, allora credo che alla fine mi riposerò così la sera spero d’essere più lucido per aiutare i miei ragazzi”. DelDuca nuovamente sold out.“Il popolo bianconero ci sta dando moltissimo, quello che si è creato fra i ragazzi e i tifosi è molto bello. Vedere ad Arezzo, a fine gara, una condivisione di gioia è stato veramente bello, un bello spot per il calcio, in cui spesso si vedono scene opposte”.

Il parere di Tomei sulla Nazionale fuori dal mondiale :“Sì, il calcio, come tutti gli sport, è in continua evoluzione, stiamo facendo un po’ di fatica ed è giusto che ognuno, nel proprio piccolo – dal sottoscritto agli allenatori dei settori giovanili fino ai genitori – faccia qualcosa. L’ossessione per il risultato e la critica feroce non vanno bene, bisogna partire dal presupposto che i ragazzi si debbano divertire, non a caso si chiama ‘gioco del calcio’. Oltre a divertirsi, devono condividere valori, regole, apprendere la cultura della sconfitta e quella della vittoria. Poi più si cresce e più serve un metodo, degli indirizzi votati a giocare e ad essere protagonisti della partita, ma sono discorsi che implicano un cambio culturale: i genitori devono capire che, se si manda un figlio a giocare, non deve necessariamente diventare un campione, ai ragazzi bisogna insegnare a crescere, a stare in una logica di gruppo, ad apprendere dei valori. Già se riuscissimo a fare questo, sarebbe un grande passo. Sarà un discorso lungo, serve pazienza. Il calcio è uno sport bellissimo, è lo sport nazionale, siamo un popolo che quando decide di fare qualcosa la fa e la fa anche molto bene. Se guardiamo al tennis, al nuoto, all’atletica, alla Formula 1, al rugby, quando mettiamo a fuoco qualcosa, la facciamo e siamo validi. Dobbiamo prendere esempio da questi sport in cui ci sono sì interessi, ma soprattutto meritocrazia e riconoscimento del valore”.

Redazione

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