Si è svolto in serata il convegno organizzato dall’Ascoli Calcio su calcio e investimenti. Come location è stato scelto il forte Malatesta, uno dei tanti monumenti storici e culturali della città. Presenti il sindaco Marco Fioravanti con altri esponenti comunali, presenti autorità del mondo della cultura, gli sponsor Mariano Morosini, Danilo Turla e agli altri. Ad introdurre l’ evento l’addetta stampa Valeria Lolli, a far gli onori di casa il presidente Bernardino Passeri, con lui i figli Andrea e Dino e il direttore generale Emilio Capaldi.
“La presenza dell’Ascoli calcio è tornata con grande entusiasmo – ha detto il sindaco Fioravanti – c è un grande interesse e attraverso il calcio nascono relazioni e anche investimenti poche possono far crescere il territorio e la città. Ringrazio il presidente Passeri. Non era facile, io ho gestito in prima persona la situazione eravamo al buio. Invece adesso anche grazie all’ ambiente si è ricreato quello entusiasmante che sta coinvolgendo anziani, bambini. Tutto ruota intorno al progetto Ascoli. Nella società i soldi li mette il privato, ma l’Ascoli calcio è di dominio di tutti e tutti si sentono protagonisti. Questo incontro può generare nuovi incontri. Dobbiamo farne un modello italiano che parte dal settore giovanile. Creare una comunità attraverso il calcio”.
Passeri: “Sono 180 giorni che stiamo insieme, 180 giorno pieni di passione. Ho avuto la forza di portare avanti questo progetto. Dovevamo farlo, l’Ascoli è l’Ascoli non poteva finire. Tanta passione , ma anche spinta, qualcosa di eccezionale con questo fuoco che si è acceso dentro.Sono stato accettato, mi è stata data fiducia. Settemila abbonamenti, sono qualcosa di straordinario per la C. Abbiamo lavorato molto per la ristrutturazione dell’azienda. Ad oggi abbiamo iniziato a progettare veramente, nella prima farse abbiamo messo a punto l’ organizzazione societaria. E anche il risultato sportivo ci sta dando ragione”.
L’importanza del territorio: “Adesso iniziamo un progetto importante, la nostra filosofia è quella di lavorate sul territorio. Prima dobbiamo creare l’ aggregazione, piccoli uomini e poi i calciatori. Vogliamo che Ascoli diventi uno dei centri migliori per il settore giovanile. L’Ascoli si deve sorreggere perché ha un progetto sportivo ma soprattutto di territorio. Tutti insieme siamo riusciti a fare quello che, quando sono entrato sembrava complicato. Non c’era più legame con l’ambiente. Oggi siamo qua perché la città è con noi. Stiamo cercando di acquisire tutta la proprietà del Picchio Village. Lo stadio dovrà diventare a servizio del cittadino”.
Il presidente chiarisce la situazione della sua azienda Distretti Ecologici finiti al centro di un’inchiesta sulle ristrutturazioni: “Tutto rientrato, tutto cancellato. Il Tribunale della Liberta’ ha cancellato tutto compresa ogni ombra che era stata ipotizzata dai media”.


