Ascoli, 2025: un anno dai due volti

Nella seconda parte dopo tante amarezze il popolo Piceno è tornato a sorridere

Se ne va il 2025 un anno calcistico che per l’Ascoli ha avuto due volti, il primo a dir poco disastroso con una salvezza risicata in Serie C,  con una squadra che non aveva capo né coda, una tifoseria scollegata, divisa e in continua contestazione. A giugno la svolta, l’arrivo della nuova proprietà, il club passa dalla famiglia Pulcinelli alla famiglia Passeri, un colpo di spugna al passato e si ricomincia da capo. Viene resettato tutto, viene costruita una nuova squadra con giocatori competitivi un nuovo allenatore, ma la cosa più importante è che è tornata l’unione tra società, squadra, tifoseria e stampa.

Un’unione che ha fatto la forza, che ha portato la squadra, per ora, al terzo posto in classifica ma si spera possa andare ancora più in alto, ma è già un successo visto che è una squadra completamente nuova con un tecnico nuovo, Tomei, ha inculcato ai giocatori il suo credo calcistico. Un modo di fare calcio innovativo. Un gruppo di ragazzi che stanno regalando soddisfazioni, una società che ha fatto del tutto e sta facendo del tutto per rimettere a posto le cose, un direttore sportivo Patti che ha fatto un grande lavoro in estate e adesso si dovrà occupare di sistemare quella corsia destra rimasta senza il suo punto di forza, ovvero Del Sole, infortunato. Un 2025 che se ne va e lascia dietro di sé la prima parte da dimenticare, la seconda da ricordare e che fa ben sperare per il futuro. Un Ascoli,  un popolo che è tornato ad essere unito, che è pronto a lottare per ciò che gli appartiene, per quella categoria superiore che gli è stata strappata e che invece doveva essere tenuta stretta con le unghie e con i denti. Il popolo piceno adesso è tornato a sorridere.

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