Il doppio ex della sfida dell’Adriatico Giuseppe Pillon ha parlato al Corriere Adriatico ed ha ricordato la sua squadra, i Diabolici, quella che nella stagione 2001-2002 riconquistò la Serie B. “La gara dell’Adriatico è importante per entrambe le squadre e dal risultato indecifrabile. Ho allenato sia l’Ascoli che il Pescara. Con i bianconeri ho conquistato una splendida promozione in Serie B e poi la salvezza l’anno successivo, grazie anche a tanto lavoro sul campo ma anche all’unità di intenti che si era creata tra tutte le componenti che ruotano intorno ad un club: società, squadra, tifosi e stampa. Si era creata un’alchimia perfetta e questo ci ha portato a lavorare con più entusiasmo fino ad arrivare a quello che volevamo”.
“Giocavamo sempre in dodici perché con noi c’ erano anche i nostri tifosi. Per un’unione vincente. Quella dei Diabolici era una squadra che si capiva alla perfezione, trascinata dall’ambiente per il quale i ragazzi avevano massimo rispetto così come ne avevano per la stampa, mai una dichiarazione fuori posto che potesse mancare di rispetto a qualcuno. Unione e lavoro ci hanno portato al ritorno in B. Quando arrivai ricordo che il patron Roberto Benigni mi disse: “Non voglio più fare i playoff, voglio vincere”. Io gli promisi tutto il mio impegno e tagliammo il traguardo”.
“Non so adesso quali siano i problemi dell’Ascoli, da fuori non è facile capirlo, solo chi è dentro può cercare di capirlo e risolverli. Adesso serve fare più punti possibili. La gara di Pescara non è semplice ma si tratta di un quasi derby e tutto può succedere, a volte gare del genere vengono decise da episodi che l’Ascoli deve portare dalla sua parte”.


