Una media di 7.075 spettatori al Del Duca, con i 9.408 tifosi presenti nell’ultima (amarissima) gara contro il Pisa che hanno rappresentato non solo il primato stagionale, ma addirittura il record assoluto, in un match di regular season, dal ritorno del Picchio in Serie B. Numeri super per la piazza bianconera, nonostante un campionato da incubo e una drammatica retrocessione che questa tifoseria non avrebbe meritato di vivere e ricordare.
I dati della piazza bianconera
Dati da urlo considerando due ulteriori fattori. Il primo: la metà degli spettatori stagionali ha settimanalmente acquistato il biglietto, tutt’altro che a prezzi popolari, cantando fianco a fianco con i 3.324 abbonati. Il secondo: la super media stagionale è arrivata nonostante l’Ascoli abbia disputato la maggior parte delle gare al Del Duca in giorni e orari da mani nei capelli. In particolar modo nel girone d’andata, quello che ha profondamente scavato la fossa in cui è poi precipitato il Picchio: mai una partita, da metà agosto a metà gennaio, giocata in casa di domenica.
Dai martedì sera (6.448 spettatori con la Feralpisalò, 7.198 con la Ternana), che hanno inevitabilmente limitato la presenza dei cuori bianconeri provenienti da fuori provincia, alle ore 14 del sabato (6.806 tifosi col Palermo, 5.870 con il Como, 6.502 con lo Spezia), che hanno costretto a tanti forfait causa lavoro o partite dilettantistiche. Dati sotto-media che sono migliorati solo quando i match del sabato sono slittati a un più popolare orario delle 16.15 (7.517 contro la Sampdoria, 7.249 contro il Parma) o quando si è giocato nel giorno di festa (Santo Stefano) contro il Cittadella (7.390).
Vergogna domenicale
Mai, però, di domenica, in tutto il girone d’andata. Un qualcosa di assurdo, considerando che nella prima parte di stagione c’è chi, al contrario, è sceso in campo addirittura 7 volte in tale giorno (il Parma) e chi ha potuto contare su altrettanto numerosi match casalinghi domenicali: dal Como (6) a Ternana e Palermo (5) passando per Cremonese, Bari, Sampdoria, Sudtirol e Brescia (4), fino ad arrivare a Catanzaro, Cittadella, Spezia e Reggiana (3) e poi Pisa, Cosenza, Venezia e Modena (2), con la Feralpisalò unica altra esclusa da questo vantaggio. Semplice casualità? Possibile, anche se strano, per una decisione avverso la quale qualcuno (il presidente Neri è vicepresidente della Lega B) avrebbe potuto sbattere i pugni.
Il record nel dramma
Ciononostante, il popolo ascolano ha sempre risposto presente. E lo ha fatto in maniera ancor più fragorosa quando ha potuto assistere a una gara domenicale: in 7.698 contro il Bari, in 8.073 nel festivo con il Cosenza e poi i 9.408 dell’ultima gara col Pisa. Per una media finale di 7.075 spettatori al Del Duca. Inferiore, nei nove anni consecutivi in Serie B, solo a quella dello scorso anno (7.193). Con tanto di primato: il dato dello scorso venerdì, giorno della retrocessione, ha fatto registrare il record in una gara di regular season dal ritorno dell’Ascoli tra i cadetti, nonché il terzo miglior risultato assoluto, dietro solo ai 10.797 spettatori dei playoff col Benevento e ai 10.360 del ritorno playout con la Virtus Entella.
Davvero questa piazza ha meritato di assistere a una retrocessione in Serie C?



E’ inutile piangere sul latte versato ormai la frittata è fatta ! Serva da monito per il futuro e speriamo in una dirigenza più appassionata e soprattutto più competente ! 😭
Quindi i giocatori di calcio che scendono in campo e prendono tre pere in casa con la ternana senza neanche sapere dove sta la porta dell’avversario è colpa della dirigenza che non è appassionata e competente………………
Si è inutile piangere sul latte versato quando tra la tifoseria c’è la solita minoranza di persone tipo Lei per le quali mollare l’Ascoli calcio da parte di uno con i soldi è una cosa intelligente …………