Ascoli, tutto in 90′: la Serie B ha regalato rimonte e clamorosi sorpassi al fotofinish

Il passato insegna che tutto può ancora succedere: l'Alessandria sprofondò in C dai playout, il Cosenza ribaltò tutto come il Venezia

Aggrappati alle residue speranze. Aggrappati agli ultimi 90’. Quelli che, nel recente passato, hanno già dimostrato di poter stravolgere la parte bassa della classifica. Così il focus odierno del Corriere Adriatico.

Oggi l’Ascoli è virtualmente condannato alla retrocessione in C. I bianconeri, venerdì sera al Del Duca, non saranno più padroni del proprio destino, ma dovranno anche guardare ai risultati degli altri campi per sperare di agguantare i playout al fotofinish. Il Picchio deve vincere e sperare in una non vittoria di una tra Ternana e Bari, oppure pareggiare e augurarsi la sconfitta dei pugliesi. Difficile, difficilissimo, ma non impossibile, come insegna la recente storia cadetta.

Il dramma Alessandria

Basta volgere indietro lo sguardo a due stagioni fa per far tornare alla memoria i clamorosi ultimi 90’ che coinvolsero le squadre impegnate nella bagarre. La classifica recitava così: Vicenza virtualmente in C con 31 punti, Cosenza (32) e Alessandria (34) ai playout. Il destino, però, mise dinanzi proprio Alessandria e Vicenza, col Cosenza impegnato contro il Cittadella. I calabresi vinsero e arrivarono ai playout da miglior classificata (35), perché l’Alessandria cadde tra le mura amiche e sprofondò addirittura in C, causa aggancio del Vicenza e sorpasso in graduatoria (scontri diretti a favore dei veneti). Agli spareggi, poi, prevalse il Cosenza, come accaduto anche dodici mesi fa contro il Brescia.

Cosenza protagonista

I Lupi hanno svolto un ruolo da protagonisti delle ultime salvezze in B. Perché anche quando non sono riusciti a centrarla sul campo, sono stati riammessi. Vedasi torneo 2020/21, con ultimi 90’ ancora decisivi. La Reggiana (34), virtualmente in C, non trovò la strada spianata contro un Vicenza (48) senza obiettivi. Tutt’altro: sconfitta ed emiliani retrocessi. Dramma che si materializzò anche per il Cosenza (35): solo una vittoria contro il Pordenone (42) avrebbe permesso di ricucire lo strappo in classifica e conquistare i playout proprio con i Ramarri, invece fu ko e i calabresi sprofondarono in C senza che si disputassero gli spareggi (salvo, poi, essere ripescati causa esclusione del Chievo Verona). Il Cosenza, legato a un filo indissolubile alla B, era già balzato agli onori delle cronache pure nel campionato precedente. Lupi quartultimi a 90’ dalla fine (43), con concrete possibilità sia di essere sorpassati (sprofondando in C) da Trapani e Juve Stabia (41) sia di non agganciare i playout (Perugia e Pescara a 45, Ascoli a 46). E invece accadde di tutto: il Cosenza superò la Juve Stabia, condannando sia le Vespe sia il Trapani (nonostante la vittoria dei siciliani) alla retrocessione. Ma addirittura i calabresi centrarono la salvezza senza playout, viste le concomitanti sconfitte proprio di Perugia e Pescara, nonostante gare sulla carta ‘da biscotto’ contro un Venezia senza obiettivi e un Chievo già ai playoff.

I sorpassi al fotofinish

Sorpassi e classifiche ribaltate, dunque, al fotofinish. Come era già accaduto anche nell’inedito torneo a 19 squadre del 2018/19. Venezia virtualmente in C (35), Foggia (37) ai playout contro il Livorno (38), con Salernitana (38) avanti sulla carta. Cosa accadde? Il Venezia vinse e balzò a 38, andando addirittura a giocarsi i playout da miglior classificata. Perché il Foggia, che con una vittoria sarebbe stato aritmeticamente salvo, cadde contro un Verona già ai playoff e sprofondò in C, mentre la Salernitana scivolò ai playout causa sconfitta contro un Pescara cui sarebbe bastato anche solo un punto per il quarto posto. Il Livorno, allora, ringraziò tutte le squadre che resero onore al campionato, salvandosi pur non andando oltre l’1-1 in una gara teoricamente già scritta contro un Padova già matematicamente retrocesso.

Dall’Ascoli… all’Ascoli

Anche l’Ascoli, però, sa bene quanto gli ultimi 90’ possano stravolgere la graduatoria. Una vittoria contro il Brescia nel 2017/18 avrebbe voluto dire salvezza, con Rondinelle ai playout; invece agli spareggi andò proprio il Picchio, contro una Virtus Entella che solo al fotofinish sorpassò il Novara, condannandolo alla C diretta.

Guai a ripetere l’errore del passato. L’Ascoli deve innanzitutto pensare a sé. Battere il Pisa è obbligatorio, perché la storia insegna che “E’ finita” si dice alla fine.

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